Strada sterrata bianca nella campagna pugliese costeggiata da un lungo muretto a secco in pietra calcarea, con macchia mediterranea e cielo azzurro
Strada sterrata bianca nella campagna pugliese costeggiata da un lungo muretto a secco in pietra calcarea, con macchia mediterranea e cielo azzurro — foto: Saggittarius A · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Percorrendo le strade di campagna attorno a Castellana Grotte, c'è un elemento che accompagna ogni curva: il muretto a secco. Pietre calcaree chiare, sistemate una sull'altra senza malta, delimitano campi, uliveti, vigneti e sentieri, disegnando sulla Murgia una trama fittissima. Insieme ai trulli e alle antiche masserie, questi muri raccontano secoli di lavoro contadino e un rapporto strettissimo fra l'uomo e la pietra.

Un paesaggio costruito con le pietre dei campi

La Murgia dei Trulli poggia su un altopiano di roccia calcarea che affiora ovunque nel terreno. Per poter coltivare, i contadini dovevano prima liberare i campi dalle pietre, con un lavoro paziente e faticoso chiamato spietramento. Quelle stesse pietre, invece di essere scartate, diventavano materiale da costruzione: servivano per i muri di confine, per i terrazzamenti sui pendii, per i ricoveri degli attrezzi e degli animali, per i trulli.

Il risultato è un paesaggio in cui nulla è casuale. I muretti segnano le proprietà, proteggono le colture dal vento e dal pascolo, trattengono la terra sui terreni in pendenza e favoriscono il drenaggio dell'acqua piovana. Fra le pietre trovano rifugio piante spontanee, insetti, piccoli rettili e uccelli: i muri a secco sono anche piccoli ecosistemi.

L'arte dei muretti a secco, patrimonio UNESCO

Nel novembre 2018 il Comitato intergovernativo dell'UNESCO, riunito a Port Louis, nelle isole Mauritius, ha iscritto l'arte dei muretti a secco nella Lista rappresentativa del patrimonio culturale immateriale dell'umanità. La candidatura è stata presentata congiuntamente da otto paesi europei, fra cui l'Italia.

Il riconoscimento non riguarda un singolo muro o un luogo preciso, ma un sapere: la tecnica di costruire strutture impilando pietre, di norma senza alcun legante o al massimo con un po' di terra asciutta. È un'abilità tramandata di generazione in generazione, che richiede occhio, pazienza e conoscenza della pietra: ogni elemento va scelto, girato e incastrato in modo che il muro resti stabile per decenni.

Come si costruisce un muretto a secco

  • Si prepara una base solida, spesso con le pietre più grandi.
  • Si alzano due paramenti esterni con pietre ben incastrate, leggermente inclinati verso l'interno.
  • Lo spazio centrale si riempie con pietrame più minuto, che dà compattezza alla struttura.
  • In cima si sistemano pietre di chiusura che proteggono il muro dalle infiltrazioni.

I trulli: la stessa tecnica, in verticale

I trulli, simbolo di questa parte di Puglia, nascono dalla stessa cultura della pietra a secco. Le pareti spesse e la copertura a cono sono realizzate con pietre calcaree sovrapposte, e il tetto è rivestito da lastre sottili chiamate chiancarelle. Ad Alberobello, a circa 15 km da Castellana Grotte, i quartieri di trulli sono riconosciuti patrimonio mondiale dell'UNESCO; ma trulli isolati, spesso affiancati da muretti e cisterne, punteggiano tutta la campagna fino a Locorotondo, a circa 20 km, e alla Valle d'Itria.

Le masserie fortificate

L'altro grande protagonista del paesaggio rurale pugliese è la masseria: un complesso agricolo che riuniva abitazione, stalle, magazzini, frantoi, aie e cisterne attorno a uno o più cortili. Molte masserie della regione si svilupparono soprattutto fra il Cinquecento e il Seicento, nel periodo in cui la campagna veniva ripopolata e messa a coltura dai grandi proprietari.

In quei secoli le coste pugliesi erano esposte alle incursioni dal mare, e le campagne non erano sempre sicure. Per questo molte masserie assunsero un aspetto difensivo: torri di avvistamento e rifugio, alte mura di cinta, ingressi protetti, feritoie e caditoie. In caso di pericolo, contadini e animali potevano trovare riparo all'interno. Lungo la costa, il sistema di difesa era completato da una rete di torri costiere di avvistamento, molte delle quali ancora visibili.

Oggi diverse masserie sono state recuperate e hanno nuove funzioni, mentre altre restano aziende agricole o testimonianze del passato. Osservarle dall'esterno, durante una passeggiata o un giro in auto nelle contrade, è un modo per leggere la storia del territorio: la torre, il cortile, il muro di cinta raccontano un'epoca in cui lavorare la terra significava anche saperla difendere.

Consigli per scoprire il paesaggio rurale

  • Muovetevi lentamente: le strade secondarie fra Castellana Grotte, Alberobello e la Valle d'Itria sono ideali per osservare muretti, trulli e masserie.
  • Rispettate le proprietà private: molti muretti delimitano terreni coltivati; non scavalcateli e non prelevate pietre.
  • Scegliete le ore giuste: la luce del mattino e del tardo pomeriggio esalta il colore caldo della pietra calcarea.

Per itinerari e approfondimenti sul paesaggio rurale della regione potete consultare il portale turistico ufficiale viaggiareinpuglia.it.

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