Chi arriva a Castellana Grotte vede uliveti, vigneti, muretti a secco e trulli bianchi. Ma il vero protagonista di questo paesaggio è invisibile a prima vista: è la roccia calcarea su cui tutto poggia, e il lento lavoro dell'acqua che per tempi lunghissimi l'ha sciolta, scavata e modellata. Si chiama carsismo, e capire come funziona aiuta a guardare con occhi nuovi sia la campagna sia le celebri grotte.
Che cos'è la Murgia dei Trulli
Le Murge sono un vasto altopiano calcareo che occupa buona parte della Puglia centrale. La sua porzione sud-orientale prende il nome di Murgia dei Trulli, per la presenza diffusa di queste costruzioni in pietra e per un'abitudine antica a vivere in campagna, in case sparse fra i campi. Ne fanno parte, fra gli altri, i territori di Castellana Grotte, Putignano, Noci, Alberobello e Locorotondo, fino a Martina Franca. Al suo interno si apre la Valle d'Itria, che i geologi descrivono come un'ampia depressione di origine carsica.
Una pietra nata in un mare antico
Le rocce delle Murge sono soprattutto calcari formatisi nel Cretaceo, quando quest'area era un mare caldo e poco profondo. Sui fondali si accumularono per milioni di anni gusci, resti di organismi e fanghi ricchi di carbonato di calcio, che col tempo si trasformarono in strati di roccia compatta. Gli studiosi distinguono diverse formazioni, fra cui il Calcare di Bari e il più recente Calcare di Altamura. In seguito, i movimenti della crosta terrestre sollevarono questi strati fino a farli emergere, dando origine all'altopiano che conosciamo.
Nelle pareti delle grotte questa storia si legge ancora: la roccia appare suddivisa in strati sovrapposti, come le pagine di un libro di pietra.
Come l'acqua scava la roccia
Il segreto del carsismo è chimico. L'acqua piovana, attraversando l'aria e il suolo, si arricchisce di anidride carbonica e diventa leggermente acida. A contatto con il calcare, quest'acqua scioglie lentamente il carbonato di calcio, soprattutto lungo fratture e giunti fra gli strati. Le fessure si allargano, diventano condotti, poi cavità sempre più grandi.
Il processo funziona anche al contrario: quando l'acqua carica di carbonato gocciola dentro una grotta, rilascia anidride carbonica e deposita minuscole quantità di calcite. Goccia dopo goccia, in tempi lunghissimi, nascono stalattiti che pendono dalla volta e stalagmiti che crescono dal pavimento.
Per questo in superficie la Murgia ha pochi corsi d'acqua permanenti: la pioggia non scorre a lungo sul terreno, ma si infiltra rapidamente nel sottosuolo, alimentando la circolazione sotterranea.
Doline, grave e inghiottitoi
Il carsismo lascia in superficie segni precisi, che chi si muove nelle campagne impara presto a riconoscere:
- Doline: conche più o meno circolari, dovute alla dissoluzione della roccia o al crollo di cavità sottostanti. Sul fondo si raccoglie spesso la terra rossa, il suolo argilloso tipico del carsismo, fertile e adatto alle coltivazioni.
- Grave: è il nome locale delle cavità a sviluppo verticale, veri e propri pozzi naturali che scendono nel sottosuolo.
- Inghiottitoi: punti in cui l'acqua superficiale viene letteralmente inghiottita dal terreno e scompare nella rete sotterranea.
A questi si aggiungono creste rocciose, campi di pietre affioranti e cavità più piccole, molte delle quali conosciute e studiate dagli speleologi pugliesi.
Le Grotte di Castellana: il carsismo in grande
L'esempio più spettacolare di tutto questo si trova a circa 2 km dal centro del paese. Le Grotte di Castellana si aprono proprio con una grava: la Grave, una cavità lunga circa cento metri e profonda circa sessanta, l'unica del sistema comunicante con l'esterno attraverso un'apertura naturale. A lungo la Grave restò inesplorata; il 23 gennaio 1938 lo speleologo Franco Anelli vi scese e iniziò l'esplorazione, proseguita nei mesi successivi con Vito Matarrese.
Da lì si sviluppa un percorso sotterraneo di gallerie e caverne decorate da concrezioni, fino alla celebre Grotta Bianca, dove la calcite assume tonalità candide. Per le visite guidate, i percorsi disponibili e le modalità di accesso consultate il sito ufficiale grottedicastellana.it.
Una pietra che è diventata paesaggio
Il calcare non ha dato forma solo al sottosuolo. Chi coltivava questi campi doveva prima liberarli dalle pietre affioranti: con quelle stesse pietre sono stati costruiti trulli, muretti a secco, cisterne e ricoveri. Il paesaggio della Murgia dei Trulli è quindi, in un certo senso, la stessa roccia che sta sotto i nostri piedi, sollevata e ricomposta dalle mani dell'uomo.
Camminando nelle campagne attorno a Castellana Grotte, provate a osservare il terreno: una conca coltivata, una macchia di terra rossa, una spaccatura nella roccia. Sono le tracce in superficie di un mondo che continua, silenzioso, sotto di voi.
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