Il centro storico bianco di Locorotondo sulla cima della collina, con il campanile della chiesa madre, visto da un campo con grandi rotoli di fieno
Il centro storico bianco di Locorotondo sulla cima della collina, con il campanile della chiesa madre, visto da un campo con grandi rotoli di fieno — foto: Costantino Cafaro · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

La Valle d'Itria è quella conca verde, punteggiata di trulli, muretti a secco, vigneti e ulivi, che si apre fra le province di Bari, Brindisi e Taranto. Ai suoi margini, su piccole alture, si affacciano alcuni dei borghi più fotografati della Puglia. Partendo da Castellana Grotte potete dedicare una giornata in auto a tre di loro, Locorotondo, Cisternino e Martina Franca, vicini fra loro ma molto diversi per carattere. Vi proponiamo un percorso ad anello, da adattare con calma ai vostri ritmi.

Prima tappa: Locorotondo, il borgo circolare

Locorotondo si trova a circa 20 km da Castellana Grotte, a poco più di 400 metri di altitudine, ed è il primo balcone sulla valle che incontrerete. Il nome racconta già la sua forma: il centro storico è un insieme di piccole case bianche disposte su anelli concentrici che seguono la sommità della collina. Arrivando dalla campagna lo vedrete apparire come un disco candido appoggiato sul verde; il nome attuale è stato adottato nel 1834, dopo secoli in cui il paese era conosciuto come Casale San Giorgio e poi come Casale Rotondo.

Passeggiando fra i vicoli noterete le cummerse, le abitazioni con il caratteristico tetto spiovente a falde, tipiche della Valle d'Itria e qui particolarmente numerose. Sono loro, insieme ai balconi fioriti e alle facciate imbiancate, a dare a Locorotondo il suo profilo inconfondibile. Fra le tappe da non perdere:

  • la Chiesa Madre di San Giorgio, costruita fra il 1790 e il 1825, con la sua cupola che domina il centro;
  • la Torre dell'Orologio;
  • il belvedere sul bordo del centro storico, da cui lo sguardo spazia sulla campagna disseminata di trulli e vigneti.

Proprio quei vigneti danno il Locorotondo DOC, il vino bianco che porta il nome del paese: un buon ricordo da portare a casa.

Seconda tappa: Cisternino, vicoli e fornelli

Da Locorotondo si prosegue in auto verso Cisternino, sul bordo sud-orientale della Murgia, a circa 394 metri di quota. Il borgo appartiene alla provincia di Brindisi, fa parte del club dei Borghi più belli d'Italia e ha ricevuto la Bandiera Arancione del Touring Club Italiano. Il suo centro storico ha un'architettura spontanea fatta di scalinate esterne, archi, cortili e vicoli stretti imbiancati a calce, dove è piacevole perdersi senza una meta precisa.

Fra i luoghi da cercare ci sono la torre normanno-sveva, che un tempo faceva da porta del borgo, e la Chiesa Madre di San Nicola, di origine trecentesca. Dalla villa comunale e dai punti più panoramici del centro si gode una delle viste più ampie sulla valle e sui suoi trulli.

Cisternino è anche il paese dei fornelli pronti: una tradizione per cui si sceglie la carne al banco della macelleria e la si fa cuocere alla brace sul posto. Fra le specialità ci sono le bombette, involtini di carne di maiale farciti. Se capitate all'ora di pranzo o di cena è un'esperienza da provare, tenendo conto che nei periodi più affollati conviene informarsi in anticipo.

Terza tappa: Martina Franca, il barocco della valle

L'ultima tappa è Martina Franca, in provincia di Taranto, a circa 431 metri di altitudine. Qui il registro cambia: il centro storico è prevalentemente barocco e rococò, con facciate scolpite, balconi in ferro battuto e portali decorati. Si entra idealmente dalla Porta di Santo Stefano, detta anche arco di San Martino, per arrivare nel cuore del paese.

Il monumento più noto è la Basilica di San Martino, eretta nella seconda metà del Settecento sul luogo di una precedente chiesa romanica: al suo interno si trovano un altare maggiore in marmi policromi e tele di Domenico Antonio Carella. Poco distante sorge il Palazzo Ducale, iniziato nella seconda metà del Seicento per volere del duca Petracone Caracciolo, con sale affrescate dallo stesso Carella nel 1776. D'estate il palazzo ospita il Festival della Valle d'Itria, rassegna dedicata all'opera lirica.

Prima di ripartire potete assaggiare il capocollo di Martina Franca, salume tipico lavorato con vino locale ed erbe aromatiche e affumicato con legno e corteccia di fragno.

Consigli pratici per l'itinerario

  • Partite al mattino: i tre borghi si visitano bene a piedi, ma i centri storici sono chiusi al traffico, quindi conviene lasciare l'auto nei parcheggi ai margini.
  • Scarpe comode: vicoli, scalinate e basolati richiedono calzature adatte.
  • Luce migliore: il pomeriggio inoltrato regala la luce più calda sui muri bianchi e sui belvedere.
  • Allungare il giro: se avete tempo, potete aggiungere Alberobello, a circa 15 km da Castellana Grotte, con i suoi quartieri di trulli.

Chiese, palazzi e musei hanno orari che cambiano con le stagioni e con le celebrazioni: verificate aperture e informazioni aggiornate prima di partire sul portale ufficiale del turismo regionale, viaggiareinpuglia.it. Alla sera, rientrati a Castellana Grotte, avrete negli occhi tre volti diversi della stessa valle.

Dormire nel centro di Castellana Grotte

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